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Prima regola dell’imprenditore: cambia il punto di vista, spostandolo da te a loro. Capire quale search intent muove l’utente è il segreto per fare bene il tuo lavoro online.

Chi ha avuto a che fare con la SEO ai suoi albori sa che i testi venivano scritti esclusivamente per il motore di ricerca, valutando soprattutto la densità delle keywords ed ignorando completamente il search intent. È durato per un po’ e poi quei siti che erano riusciti a posizionarsi utilizzando questo escamotage ai primi posti del motore di ricerca, sono sprofondati nelle pagine secondarie.

E sai perché? Perché l’algoritmo di Google si è fatto sempre più intelligente ed ha scoperto che se mostrava agli utenti come risultati delle loro ricerche testi solamente infarciti di parole chiave, ma poveri di contenuti ed informazioni, le persone uscivano da quel sito tempo zero.

Evidentemente non trovavano la reale soddisfazione del loro search intent.

È un po’ come quando ti chiediamo di dare una definizione del tuo prodotto/servizio e tu rispondi dal tuo punto di vista, non considerando qual è il bisogno che i tuoi clienti soddisfano grazie a te.
Oggi più che mai, se vuoi essere un imprenditore di successo, devi capire che cosa vogliono da te i tuoi potenziali clienti: che sia nel prodotto, nel servizio, nella pubblicità online o offline, nei testi che scrivi o ti fai scrivere.

Search Intent, che cos’è

Che cos’è quindi il search intent e perché è così tanto importante?
Già in queste prime righe ti abbiamo lanciato degli input, ma senza darti una vera e propria risposta anche per incuriosirti un po’.

Il search intent è il motivo che porta l’utente ad effettuare una determinata ricerca. Capisci che stiamo lavorando ad un livello molto più profondo della semplice keyword.
Intercettare il search intent significa provare a capire che risposta le persone vogliono avere alla query che pongono al motore di ricerca.

Esistono tre tipologie di motivazioni che possono muovere la ricerca:

  • Informazionali, quando dobbiamo scoprire qualcosa e stiamo appunto cercando delle informazioni, ma senza avere già in mente dove potremmo trovarle. Ad esempio quando scriviamo “ricetta polpette al sugo”.
  • Navigazionali, quando stiamo cercando qualcosa ed abbiamo già idea di dove trovare la risposta. Seguendo il filone precedente in questo caso digiteremo “ricetta polpette al sugo Giallo Zafferano”.
  • Transazionali, nel caso in cui l’obiettivo sia quello di acquistare qualcosa o di fare effettivamente qualcosa. Un esempio potrebbe essere “rosticceria polpette al sugo” oppure “come fare le polpette al sugo”.

La differenza è molto sottile e questo rende tutto abbastanza complicato: fare SEO non è un lavoro per deboli di cuore!

Come analizzare l’intento di ricerca

Come fai quindi a capire che cosa vogliono da te tutti i potenziali internauti che inseriscono una query su Google?

Non vogliamo ingannarti: non è affatto facile. Però ci sono degli step che puoi seguire e che possono oggettivamente aiutarti a scrivere dei testi che siano utili alle persone e, per questo, apprezzati anche da Google e che ti aiutino dunque nel tuo obiettivo principale: ottenere più “clienti”.

Sicuramente devi avere a disposizione uno strumento per l’analisi SEO, che sia a pagamento – noi ad esempio utilizziamo SEO Zoom – oppure gratuito come Google Trends o Answer The Public.
Dovrai utilizzarli per capire i volumi di ricerca delle parole chiave e delle loro combinazioni che gli utenti potrebbero utilizzare ed il costo per clic, che ti da anche un’informazione di quanti altri stanno cercando di posizionarsi per quella parola chiave. È materia da web analyst, ma è necessario padroneggiare questi dati.

Poi dovrai passare ad un livello di analisi più profondo: quali preposizioni o verbi vengono affiancati ai termini di ricerca? Sono più le persone che digitano “polpette al sugo dove trovarle” oppure “polpette al sugo cosa sono” o ancora “polpette al sugo come prepararle”?
Dovrai quindi fare un mix tra parole chiave secche e parole chiave a coda lunga. Devi insomma farti un po’ un film, per indagare il search intent che c’è dietro ad una query di ricerca.

Come dici, ci vuole un sacco di tempo? Già. Ed anche competenze specifiche.
Se vuoi divertirti e provare da solo a scovare il search intent che potrebbe condurre le persone al tuo prodotto/servizio come risposta ai loro bisogni…buona fortuna!

Altrimenti, contattaci e lo faremo noi per te.

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